Report mezza luna rossa sulla siccità

E’ stato pubblicato martedì 27 ottobre il primo update dell’appello promosso dalla Croce Rossa per le regioni siriane più colpite dalla siccità. Lanciata a fine agosto, l’emergenza approda al terzo mese di attività, riscontrando una situazione di estrema vulnerabilità della popolazione che accentua l’esigenza di continui aiuti alimentari, e la necessità di un supporto alla società civile locale per futuri interventi urgenti.

Il programma d’intervento dell’International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies (IFRCS) si sviluppa in dodici mesi, coinvolgendo complessivamente 260,000 beneficiari tanto diretti, con aiuti alimentari, kit per l’igiene e provviste d’acqua, quanto indiretti, in seguito alla depurazione del sistema idrico di 50 scuole ed alla disponibilità di cinque strutture ospedaliere e di due unità mobili. Con un costo stimato di poco superiore ai tre milioni di dollari, l’operazione si rivolge alle regioni (governatorati) orientali di Deir az Zor e Al Hasakeh, a cui la Syrian Arab Red Crescent Society (Syrian Arab RC) ha aggiunto in itinere le zone più colpite del governatorato di Al Raqqa e le municipalità di Sakhneh e Tadmur Palmyra.

Il report analizza il primo mese di intervento, dal 26 agosto al 31 settembre, quest’anno periodo di Ramadan e della conclusiva settimana di festa (Eid al Fitr) che rompe il digiuno. La distribuzione di aiuti alimentari ha riscontrato complicazioni, limitandosi quantitativamente (6,500 pacchi) a causa dei prezzi più elevati in concomitanza al Ramadan, ma ha raggiunto gli obiettivi fissati grazie alla collaborazione di un team locale di valutazione e coordinamento (FACT).

Le cinque cliniche della Syrian Arab RC presenti sul territorio hanno offerto cure nel periodo considerato a circa 3,000 pazienti. L’elevata presenza di ospedali nell’area è conseguenza del flusso degli sfollati iraqueni, che ha promosso negli ultimi anni la costruzione di due delle cinque cliniche. In forza di questo, la disponibilità di strutture mediche si è rivelata sufficiente a prestare soccorso nel momento di emergenza. Resta comunque prioritario lo sviluppo di un sistema di monitoraggio della malnutrizione dei bambini.

L’accesso all’acqua potabile è limitato e la qualità bassa. Si è registrato un incremento di infezioni intestinali dovuto ad acqua contaminata, ma l’IFRCS ed il FACT non considerano la situazione tale da concepire la creazione di un’unità in risposta all’emergenza acqua (ERU). I lavori si sono incentrati nel filtrare e disinfettare l’acqua, e nel raccoglierla nelle scuole delle aree più colpite. Resta però alto l’allarme per una futura crisi legata all’acqua: l’impegno è tutto rivolto alla formazione della società civile, con in testa la Syrian Arab RC, per un pronto intervento nel momento di necessità, e all’educazione nelle scuole. L’afflusso d’acqua per l’irrigazione resta problematico.

La siccità riguarda un’area abitata da 1,3 milioni di persone. Stime del Ministero dell’Agricoltura e della Riforma Agraria (MAAR) considerano tra 40,000 e 60,000 le famiglie emigrate, di cui 35,000 dalla sola Al Hassakeh. Nelle zone rurali il fenomeno è stato più marcato, naturale conseguenza della moria dei capi d’allevamento che si è attestata attorno all’80%: vi sono casi in cui la totalità degli abitanti ha abbandonato la propria casa. Il MAAR e l’ONU affiancano a questi dati 800,000 persone ad alto rischio vulnerabilità: la siccità ha causato un crollo del livello salariale vicino al 90% che espone pericolosamente famiglie tradizionali ed individui deboli.

Fonti: IFRC

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