Al via il processo Al-Hassani

Ha avuto luogo a porte chiuse la prima udienza del processo di accusa dell’avvocato attivista per i diritti umani Mohannad Al-Hassani. Accompagnato dai suoi legali, Al-Hassani è stato portato dal carcere di Adra innanzi alla Corte Criminale di Damasco il 18 febbraio. Arrestato in forma preventiva lo scorso 28 luglio e radiato di conseguenza dall’albo dei giornalisti il 10 novembre, è accusato di “compromettere il sentimento nazionale” e di “diffondere informazioni false ed esagerate” sul regime di Damasco.

Nato nel 1966 a Damasco e avvocato dai primi anni Novanta, Al-Hassani si è distinto per l’impegno legale offerto ad attivisti e detenuti politici, nonché per la dedizione mostrata nell’incalzare i lavori della Corte Suprema di Sicurezza di Stato monitorando (illegalmente) con attenzione critica i processi. E’ presidente della Syrian Human Rights Organization (Swasiah), organizzazione impegnata nella difesa dei diritti umani costretta all’illegalità in un paese che non riconosce realtà sociali del settore.

Proprio a causa di suddetti impegni, dal 2005 ad Al-Hassani è interdetto l’espatrio; d’altra parte, grazie alle stesse attività non sono mancati riconoscimenti internazionali: è stato nominato membro della Commissione Internazionale dei Giuristi di Ginevra. Dalla sua cella, ha scritto una lettera pubblica in cui afferma che il ruolo di avvocato richieda “la presa di posizioni per promuovere i diritti primari del cittadino, ivi inclusi i diritti civili, politici, sociali, economici e culturali”.

Ascoltato il capo d’accusa pronunciato dal Presidente della Corte Criminale, i legali di Al-Hassani hanno smentito le accuse facendo perno sulla loro infondatezza. Verso la fine dell’udienza, un agente di polizia ha sottratto con la forza l’imputato ai suoi avvocati, impedendo loro di dialogare.

La seconda udienza, in cui si esaminerà il caso nel merito, si terrà nei prossimi giorni. Al-Hassani trascorrerà l’attesa nella prigione di Adra, in cui è recluso da quasi sette mesi. Condivide la cella con altri 70 prigionieri nell’ala 7, riservata ai condannati per crimini sessuali. Per i delitti per cui è imputato, rischia una pena compresa tra i 3 ed i 15 anni di reclusione.

Il 20 febbraio il primo ministro francese Francois Fillon è stato ospite del presidente siriano Bashar Al-Assad. Durante l’incontro i temi toccati sono stati diversi, ma il topic verteva sui diritti umani. “Ho scambiato punti di vista sui diritti umani con il presidente Assad” afferma Fillon. “La discussione è stata franca e diretta”. Fillon non entra nel merito della conversazione, ma l’incontro rappresenta un ulteriore passo nella ripresa del dialogo tra Damasco e i paesi occidentali, interrotto in seguito al presunto coinvolgimento siriano nell’assassinio del premier libanese Rafik al-Hariri nel 2005.

Intanto, gli avvocati francesi informano di schierarsi a sostegno di Al-Hassani: Christian Bournazel, presidente dell’Ordine degli avvocati di Parigi, ha definito “vergognosa” la radiazione di Al-Hasani dall’Ordine siriano.

Fonti: Fidh, Reuters

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