Arrestata scrittrice

Desta preoccupazione l’arresto di Raghdah Sa’id Hassan, scrittrice siriana di 38 anni. Fermata il 10 febbraio dalle Forze di Sicurezza di Damasco, di lei non si hanno più notizie: potrebbe trattarsi dell’ennesimo caso di prigioniero politico incriminato causa pacifica libertà di espressione.

Raghdah Hassan era diretta in Libano a bordo di un’autovettura. E’ stata fermata e arrestata sul versante siriano del confine di Al’Arida. Fonti siriane affermano che la scrittrice è attualmente trattenuta nel distaccamento della Sicurezza Politica di Tartus, sulla costa mediterranea.

A lanciare l’allarme è Amnesty International. Dal suo canale mediatico l’organizzazione mette in risalto il pericolo di torture e maltrattamenti cui non di rado ricorrono le guardie siriane nei confronti di presunti dissidenti del regime di Bashar al-Assad. I timori sono accresciuti dalle condizioni di salute della scrittrice, affetta da patologie renali.

“Sospettiamo che l’arresto di Raghdah Hassan sia collegato con l’intenzione di pubblicare un romanzo permeato di tematiche politiche scottanti, e con le ipotesi di militanza in partiti politici d’opposizione”, afferma Philip Luther, vice direttore di Amnesty International per il Medio Oriente ed il Nord Africa.

Le autorità siriane non hanno comunicato le ragioni dell’arresto, né le accuse avanzate nei confronti della scrittrice. Negli ultimi mesi del 2009 Raghdah Hassan era stata interrogata in diverse circostanze dalla Sicurezza Politica, convocata nella centrale di Tartus in due occasioni e fermata altrettante volte dagli agenti, nel suo appartamento e in un negozio di moda: le veniva richiesto di firmare una dichiarazione di rigetto del romanzo cui stava lavorando. Raghdah Hassan si è opposta.

Il libro della discordia è The New Prophets, romanzo che affronta il contesto politico del paese negli anni Novanta, sullo sfondo di una storia d’amore tra due prigionieri siriani.

Il 13 febbraio il suo appartamento è stato saccheggiato lontano da occhi indiscreti, senza lasciare segni d’irruzione. Le forze di sicurezza hanno confiscato diverse pubblicazioni di oppositori politici ed una stampa del libro (ancora non pubblicato), primo e unico lavoro della giovane scrittrice.

“Raghdah Hassan è una prigioniera politica, detenuta per essersi pacificamente avvalsa del diritto alla libertà di espressione”, continua Luther. “Se i capi d’accusa sono questi, deve essere immediatamente rilasciata senza condizioni”.

Tra il 1992 ed il 1995 la scrittrice era stata detenuta in forma preventiva per due anni e mezzo, senza processo e accusa, sospettata di aderire al Communist Action Party (Cap). Nel 1995 la Corte Suprema di Stato (Sssc) ne ha sentenziato l’assoluzione.

La libertà di espressione e associazione è controllata da Damasco, in forza dello stato d’emergenza in vigore dal 1963 che legalizza il solo partito di governo Ba’ath e una stretta cerchia di partiti affiliati. Attivisti politici, difensori dei diritti umani, bloggers e oppositori al governo sono perseguiti e spesso fermati arbitrariamente e detenuti.

Fonti: Amnesty International.

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