Riconoscimento internazionale per il detenuto al-Hasani

Il prigioniero politico e avvocato attivista per i diritti umani Muhanad al-Hasani, detenuto dallo scorso luglio in forma preventiva dalle autorità siriane, è il vincitore del prestigioso Martin Ennals Award.

Intitolato all’attivista per i diritti umani e primo segretario generale di Amnesty International, il Martin Ennals Award è “assegnato ogni anno a chi ha dimostrato un eccezionale sforzo nella lotta alla violazione dei diritti umani attraverso nuovi e coraggiosi strumenti”. Il 7 maggio è stato annunciato il vincitore del 2010, la cui cerimonia si svolgerà il 15 ottobre alla Victoria Hall di Ginevra.

“L’assegnazione di questo award ad al-Hasani è un omaggio a tutti gli attivisti per i diritti umani che lavorano a proprio rischio e pericolo per promuovere il rispetto dei diritti umani e della legge in Siria”, afferma Sarah Lealh Whitson, direttrice del Medioriente per Human Rights Watch. “Le autorità siriane dovrebbero celebrare Muhanad al-Hasani come un eroe e non imprigionarlo e perseguitarlo”.

Eletto da una giuria di rappresentanti delle organizzazioni internazionali del settore più in vista (Amnesty, Human Rights Watch, International Federation for Human Rights, World Organization Against Torture per citarne alcune), al-Hasani è descritto dal presidente in carica Hans Thoolen come “un uomo dal coraggio sopra le righe, detenuto in modo arbitrario in condizioni inaccettabili per aver difeso il ruolo della legge ed il diritto a costituire un’organizzazione per i diritti umani”.

Presidente del Syrian Human Rights Organization (Swasiah), al-Hasani è stato radiato dall’Ordine degli avvocati lo scorso 10 novembre per decisione del tribunale disciplinare, conseguenza delle indagini pendenti sul suo conto. Convocato da alti funzionari della Sicurezza di Stato il 23 luglio, è accusato di “compromettere il sentimento nazionale” e di “diffondere informazioni false ed esagerate”.

Detenuto nella prigione di ‘Adra alle porte di Damasco, ha iniziato il lungo iter processuale a fine febbraio, entrando l’ultima volta in aula (come imputato) il 4 maggio.

Attraverso la Swasiah (organizzazione non autorizzata), al-Hasani partecipava e monitorava le sessioni della Corte Suprema di Sicurezza di Stato (Sssc) senza essere avvocato dei processati, controbilanciando la natura della Sssc, che opera fuori dai contorni del sistema giurisdizionale ordinario, vietando al pubblico ed ai familiari degli accusati di partecipare alle sedute, e processa di frequente dissidenti del regime. Inoltre, al-Hasani denunciava pubblicamente abusi e torture praticate nelle carceri.

“Questo award è un ulteriore invito alle autorità siriane a porre fine alla persecuzione di al-Hasani e di procedere al rilascio suo e di tutti gli altri attivisti per i diritti umani detenuti”, commenta Whitson.

Fonti: Hrw, Amnesty International

[articolo scritto per Osservatorio Iraq]

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