Scarcerata Fida’a al-Hourani

Dopo trenta mesi di carcere per “offesa al sentimento nazionale”, lo scorso 16 giugno è stata scarcerata Fida’a al-Hourani, medico dissidente del regime di Bashar al-Hassad e presidente del consiglio nazionale della Dichiarazione di Damasco per il Cambiamento democratico (Ncdd).

La notizia è diffusa dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (Osdu), che ha annunciato anche la liberazione di altri tre dissidenti legati alla Ncdd, Akram al-Bunni, Jabr al-Shoufi e Ahmad Tumeh.

Figlia di Akram al-Hourani, ex vice presidente siriano nelle file del Ba’ath, Fida’a al-Hourani nasce nel 1956 ad Hama. Parallelamente alla professione di ginecologa porta avanti un impegno tanto umanitario (creando assieme al marito Gazi Alian l’Horani Hospital) quanto politico, lavorando nella segreteria dell’Arab National Congress e scrivendo libri di analisi della politica locale.

Impegnata nel lavori seguiti alla Dichiarazione di Damasco del 16 ottobre 2005, Hourani è stata nominata presidente del Ncdd durante il primo congresso nazionale, tenutosi il 1 dicembre 2007. A termine del congresso è stata resa pubblica la dichiarazione conclusiva del Consiglio Nazionale, critica nei confronti del governo e propositiva di un rinnovamento nazionale teso alla democratizzazione del paese.

Formato da un collettivo pacifico di oppositori politici, organizzazioni, gruppi, attivisti, intellettuali, artisti e difensori dei diritti umani, il Ncdd ha dimostrato il desiderio di rottura nominando una donna alla presidenza e riconoscendo l’impegno sociale di Hourani. Il Ncdd è stato uno dei maggiori movimenti d’opposizione a Damasco dell’era Bashar al-Hassad, iniziata nel 2000.

Il 9 dicembre 2007 il Syrian State Security Intelligence (Sssi) inizia le indagini ed il 16 dicembre arresta circa quaranta partecipanti al congresso, trattenendone 12 tra cui Hourani in attesa della sentenza. Poco dopo, al marito di Hourani, palestinese, viene revocato il permesso di soggiorno e di seguito deportato. Anche l’ex parlamentare Riad Seif che ha ospitato il raduno è stato nuovamente fermato: promotore della Primavera di Damasco, nel 2001 Seif fu incarcerato e trattenuto per circa cinque anni.

Pronunciata il 29 ottobre 2008, la sentenza condanna i dodici attivisti ad un periodo di detenzione di trenta mesi. Il capo di accusa è la violazione degli articoli del Codice penale numero: 285 (“offesa al sentimento nazionale”), 286 (“diffusione di informazioni false che minano la morale del paese”), 306 (appartenenza ad “associazioni finalizzate al cambiamento della struttura economica o sociale dello Stato”) e 307 (“qualsiasi azione, sermone o scritto mosso da incitamenti settari o che incoraggi lo scontro sociale”).

Diverse organizzazioni internazionali hanno avanzato perplessità sulla correttezza del processo, evidenziando inoltre il rischio maltrattamenti e violenze nel luogo di detenzione, nonché la possibilità di ottenere cure sanitarie di prima necessità: nel 1996 ad Hourani è stato diagnosticato un tumore all’addome i cui effetti vanno assopiti con farmaci specifici.

Il 17 giugno scadeva la pena di un altro dei 12 condannati, Ali al-‘Abdallah. Human Rights Watch informa che il giorno precedente il rilascio le autorità hanno portato al-‘Abdallah al cospetto delle forze di sicurezza, in quanto nuovamente accusato secondo gli articoli 286 e 287 del Codice penale per un articolo scritto durante la detenzione critico nei confronti della dottrina di Wilayat al-Faqih.

Fonti: Nena News, Fidh, Hrw, Al Jazeera, Rsf, Middle East Online, Shrc

[articolo scritto per Osservatorio Iraq]

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