Monopolio rosicato

Nuove radio private spezzano il monopolio informativo di stato, toccando alcune tematiche tabù e proponendo dibattiti che coinvolgono ascoltatori e politici, allentando le soffocanti maglie che opprimono la libertà di parola.

Un approfondimento della Bbc analizza i risvolti sociali seguiti all’entrata in vigore della legge sull’informazione via etere emanata nel 2005, che permette la nascita e l’attività di stazioni radio slegate dai palazzi di Damasco.

In cinque anni 15 radio commerciali hanno avviato le trasmissioni. “Trattiamo diversi argomenti, dall’educazione sessuale alla violenza sui minori”, afferma con soddisfazione Honey al-Sayyed, presentatrice del programma mattutino su al-Madina FM. “Possiamo parlare di qualsiasi argomento, eccetto politica e religione”.

Questioni inerenti i governi locali vengono comunque affrontate: il quotidiano talkshow Hwar al-Youm, in onda su Sham FM affronta questioni di competenza delle amministrazioni locali, raccogliendo i contributi degli ascoltatori e ascoltando le argomentazioni dei politici intervistati via telefono.

Poter porre domande in diretta agli amministratori locali all’interno di programmi che non contemplano scalette pre-concordate, è una novità inedita in Siria che segna un taglio netto rispetto alle tradizionali trasmissioni delle frequenze di stato.

I passi avanti in materia di libertà d’informazione restano ad ogni modo miseri.

Forti limitazioni alla libertà di espressione continuano a gettare cupe ombre sul rispetto dei diritti umani nel paese. Numerosi giornalisti sono stati incarcerati nell’arco dell’ultimo lustro, accusati di diffondere false informazioni sul governo. La società civile da tempo chiede la riforma della legge sulla stampa, incontrando l’indifferenza del governo.

“Il fatto stesso che i media siriani dispongano di tutte le libertà necessarie per criticare apertamente il governo rappresenta un enorme progresso della società siriana”, afferma il vice primo ministro Abdullah Dardari. Il vice premier allude all’apertura del governo alla carta stampata privata che ha permesso la nascita, al fianco delle tre testate di governo, di due nuovi quotidiani. Proprietari: due uomini d’affari molto vicini al governo.

“C’è un limite a quanto puoi dire, e questo limite non esiste solo in Siria ma in tutto il mondo”, sostiene Ziad Haidar, editore di al-Watan uno dei due nuovi quotidiani nati nel paese. “Parlo dei regolamenti e delle leggi sull’editoria che non si possono violare. Ci sono inoltre regole sociali che vanno rispettate”.

A questo proposito è bene sottolineare come, al contrario della carta stampata, alle trasmissioni via etere sia concessa solo una licenze di intrattenimento, non di dibattito politico.

“La maggior parte di loro [dei proprietari delle emittenti radiofoniche private, ndr] sono imprenditori. Non hanno interesse ad esporsi e per questo si muovono con leggerezza, con programmi commerciali che non creano problemi”, spiega Ibrahim Yakhour, analista dei mezzi d’informazione.

Fonte: Bbc

[articolo scritto per Osservatorio Iraq]

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Siria. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...