La Mosca affascinata

Gli stretti rapporti tra Siria e Russia avviati nel secondo dopoguerra non sono stati solamente politici: una nutrita componente russa si è trasferita in Siria nel corso degli anni, ed il fenomeno continua ancora oggi. A caratterizzare questo flusso migratorio sono le donne: circa l’80% dei russi siriani è di sesso femminile.

I rapporti fra i due paesi sono iniziati con l’avvento dell’Urss come superpotenza e la presa del potere in Siria da parte dei socialisti del Ba’ath, negli anni Sessanta. Allentata nell’ultimo ventennio, la partnership tra i due paesi potrebbe essere rilanciata dalla visita di Dmitry Medvedev a Damasco avvenuta lo scorso maggio.

Il prestigio internazionale e culturale che rappresentava l’Urss attirò molti giovani uomini siriani, interessati a completare il percorso di studi in un’Università dell’Unione Sovietica. Come rivela Alla Sarymova, sostituto direttore del Russian Cultural Centre a Damasco, questo flusso migratorio non fu a senso unico: sedotte dal fascino mediorientale, le giovani studentesse russe non lasciarono rimpatriare soli questi uomini, dando vita ad una contro-migrazione.

La rivista tedesca Der Spiegel afferma che almeno 35 mila siriani si spostarono a studiare nelle Università russe. Il Russian Cultural Centre stima a quota 20 mila le donne russe ed i loro figli oggi residenti in Siria. “La famiglia è tutto per i siriani”, afferma Sarymova: “per questo erano visti come possibili buoni mariti”.

I russi si sono integrati nel tessuto sociale siriano, preservando al contempo la propria cultura e tradizione: festeggiano le vacanze russe come il 12 giugno, Giorno Nazionale Russo in cui si ricorda la rivoluzione bolscevica del 1917, o come Natale, Pasqua e capodanno. L’adesione di molti russi alla Chiesa Ortodossa ha agevolato il processo d’integrazione sociale.

I figli delle migranti russe ricercano le radici materne: seguono le lezioni scolastiche in russo, studiano storia e letteratura russa presso i Russian Cultural Centre per i primi otto anni di scolarità. Inoltre, ricorda Sarymova, i centri russi organizzano concerti tradizionali e attività specifiche per i bambini in occasione delle festività russe.

In Siria si ricevono i canali televisivi russi. Le seconde generazioni di siriani-russi appartengono alla comunità liberale del paese: vestono secondo lo stile Occidentale e frequentano negozi e ristoranti russi in cui la lingua dominante è il russo. Spesso trascorrono i periodi di vacanza nel paese materno.

L’interrogativo riguarda il futuro. Con l’incremento del prestigio delle Università siriane, continuerà una parte dei giovani siriani a preferire atenei russi? E come reagirà il flusso femminile attratto dal Medioriente? Un ruolo determinante lo giocheranno gli accordi di partenariato tra i due paesi.

“Talvolta mi manca l’autunno, o l’odore della neve, ma la Siria è diventata la mia seconda casa”, afferma Sarymova.

Fonte: Syria Today

[articolo scritto per Osservatorio Iraq]

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