Bus culturali

Due “bus culturali” colorati dai bambini sono partiti nei giorni scorsi da Palmyra e Sweida colmi di un bagaglio di cultura, arte e storia locale montato a bordo da giovani siriani, che condurranno i Cultural Bus della mostra multimediale “Youth and Heritage” per più tappe, tutte siriane.

L’originale progetto, nato dalla consolidata partnership tra il Comitato di Coordinamento delle Organizzazioni per il Servizio Volontario (Cosv) di Milano ed Al-Makan, associazione artistica siriana, si propone di “incoraggiare la partecipazione attiva dei giovani nella società siriana”, come scritto nel comunicato stampa.

Le ragioni dell’impegno sono più profonde. Palmyra è il maggior centro di attrazione turistica del paese, un museo a cielo aperto espropriato dalle mani degli abitanti del posto e diventato una miniera d’oro per i pochi magnati dell’industria del turismo; Sweida è un gioiello altrettanto brillante ma ancora nascosto dalla terra, e dunque ancora nelle mani della popolazione del posto. Le due località, simili ed antitetiche al contempo, nascondono il valore dei “bus culturali”.

Avviato sette mesi addietro con la compartecipazione dell’associazionismo francese, il progetto ha coinvolto con il prezioso contributo delle organizzazioni artistiche e giovanili locali, giovani a cavallo della maggiore età, avviando un percorso legato all’archeologia attraverso workshop finalizzati a raccogliere “l’eredità orale del Paese come canzoni, fiabe e proverbi”.

Youth and Heritage è un’iniziativa nata per risollevare la coscienza locale sulla tradizione orale e i luoghi archeologici del Paese e promuovere un turismo internazionale attento alla cultura”, recita il comunicato del Cosv, coordinatore del progetto finanziato dalla Delegazione dell’Unione Europea in Siria.

“La partecipazione attiva dei giovani è stata importante, circa il doppio rispetto alle nostre aspettative”, racconta Marco Sergi, coinvolto nel progetto per il Cosv. “In principio i genitori si sono mostrati scettici verso il progetto: è stata una grande soddisfazione vedere nel corso dei lavori il loro parere ribaltato e trovarli coinvolti nelle attività”.

Dopo una formazione iniziale, ha preso il via la fase di ricerca e raccolta del patrimonio orale locale: il risultato è raccolto in “un libro di cucina tradizionale, 14 giochi di carte per bambini, due libri illustrati di fiabe, un libro di giochi con oltre 50 indovinelli, due canzonieri con canti tradizionali e un libro di arie nuziali”.

Mentre i giovani raccoglievano e caricavano questo prezioso bagaglio, i più piccoli coloravano gli autobus per diventare protagonisti attivi e passivi: a loro sono dedicati i due cartoni animati sull’archeologia locale proiettati all’inaugurazione dei due bus. “La storia dei cartoni è simile: due bimbi che s’incamminano per andare a trovare il nonno”, spiega Sergi. “E’ un’immagine semplice e comunicativa del messaggio che intendiamo trasmettere”.

Il messaggio è anche rivolto alle autorità locali, che hanno risposto all’iniziativa con disponibilità: il Ministero dei Trasporti siriano ha fatto dono dei due mezzi, e le cariche locali hanno partecipato alle iniziative fino ad oggi proposte. Il messaggio vuole però essere più profondo delle semplici cerimonie, per sensibilizzare circa salvaguardia e sfruttamento in termini turistici delle località che possono offrire ai giovani una concreta possibilità di gestire al meglio le ricchezze della propria terra ed il proprio patrimonio culturale.

“I mesi di lavoro hanno aiutato i giovani siriani a prendere consapevolezza del potenziale che la loro storia e la loro terra può offrire se ben gestito e valorizzato”, insiste Sergi. Il turismo nel paese è in ampia crescita e la popolazione del posto, in un momento di grave recessione dell’area a causa del crollo del settore primario, “deve essere incoraggiata a prendere la guida del proprio patrimonio per gestirlo in modo fruttuoso preservando la salvaguardia dello stesso”.

Il 21 novembre i due Cultural Busses si ritroveranno a Damasco per un grande evento conclusivo, per lanciare un messaggio giovane, dinamico e culturale all’ombra dei palazzi del governo, che rilanci la speranza dei giovani di diventare attori attivi della società in un’esperienza inclusiva che tuteli e valorizzi cultura e storia del paese.

[articolo scritto per Osservatorio Iraq]

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