Ampliati i poteri della Sssc

Le autorità siriane hanno annunciato l’apertura di un secondo tribunale della Corte suprema statale di sicurezza (Sssc), la corte con poteri straordinari concessi dalla legge marziale in vigore dal colpo di stato del 1963.

La notizia desta preoccupazione alla luce della scarsa trasparenza dei processi, della natura “straordinaria” della corte e della dedizione della stessa a giudicare difensori dei diritti umani e oppositori politici.

“Questa operazione è una prova evidente del deterioramento della situazione dei diritti umani in Siria e della determinazione con cui le autorità prediligono canali oppressivi e non ordinari piuttosto che la normale legge vigente”, afferma un portavoce del Syrian Human Rights Committee (Shrc), secondo cui “il Sssc non riconosce i diritti umani di base nei confronti degli imputati, e le sue sentenze, insindacabili e inappellabili, sono influenzate dall’intelligence”.

La notizia è stata accolta con stupore anche dalla società civile internazionale, che ha sempre criticato il tribunale speciale di Damasco.

In un rapporto del febbraio 2009 Human Rights Watch parlava di una prossima e auspicabile dissoluzione del Sssc, citando gli almeno 153 processi farsa celebrati dal gennaio 2007, con capi d’accusa fumosi che di fatto reprimono la libertà d’espressione.

“La State Security Court è uno dei maggiori pilastri della repressione siriana”, afferma Leah Whitson, responsabile Medio Oriente per conto di Hrw. “E’ un tribunale illegale che fornisce copertura giudiziaria per la persecuzione degli attivisti, e all’evenienza di cittadini ordinari, da parte delle agenzia di sicurezza di stato. Gli imputati non hanno possibilità di difendersi, ed ancora meno di provare la propria innocenza nei riguardi di fasulli capi d’accusa”.

Il sistema giuridico siriano è suddiviso in tre livelli. Il primo è rappresentato da Magistrate Courts (mahakim al-sulh), Corte di prima istanza (mahakim al-bidaya), Tribunale minorile (mahakim al-ahdath) e Customs Courts (al-mahkama al-jumrukiyya).

Il secondo livello raccoglie gli Appelli (mahakim al-isti’naf), ed è suddiviso in tribunale civile e criminale.

Il massimo livello di giudizio è la Corte di cassazione (mahkamat al-naqd), che si compone di tre sezioni: civile e commerciale, criminale e di sicurezza. Sulle questioni religiose sono preposti a giudicare specifiche Corti religiose per ciascun culto monoteista.

La costituzione del 1973, anno della prese del potere da parte della famiglia Assad, definisce forma e funzioni della Sssc negli articoli da 139 a 148, tralasciando però le questioni relative ai processi in capo a singoli cittadini.

Il Sssc si compone (art. 139) di cinque membri, fra cui il presidente della repubblica: lo stesso presidente nominata con un decreto i restanti quattro membri, che non possono (art. 140) essere né ministri né membri dell’Assemblea del popolo. La durata dell’incarico è quadriennale (art. 141) con possibilità di rinnovo: la legge corrente regolamenta la possibilità di interruzione della carica (art. 142).

Il Sssc è l’organo che sentenzia la validità dell’elezione dei candidati all’Assemblea del popolo (art. 144) e che valuta e decide sulla costituzionalità delle leggi il cui iter è stato interrotto dal presidente della Repubblica o da un quarto dell’Assemblea, con valore retroattivo e di nullità (art. 145): eccezione al vaglio del Sssc sono le leggi promosse dal presidente stesso e sottoposte a referendum popolare (art. 146).

Su richiesta del presidente, il Sssc emette pareri sulla costituzionalità di progetti e decreti legge, nonché sulla legalità dei disegni legge (art. 147). La legge regolamenta le procedure delle udienze e dei giudizi (art. 148).

“L’aumento delle attività del Sssc è una prova del grande numero di detenuti e prigionieri vittima degli interrogatori dell’intelligence, rinchiusi nella prigione di Sednaya senza un processo”, afferma il portavoce del Shrc. “E’ anche una prova dell’attività repressiva dell’intelligence, che arresta cittadini vietando loro di avvalersi dei diritti di cui godono in nome della Costituzione siriana”.

Fonte: Hrw, Undp, Shrc, U.S. Department of State

[articolo scritto per Osservatorio Iraq]

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