L’Onu si batte per un’impegno prescolare

Un progetto per incentivare e promuovere le strutture dedicate ai bambini in età prescolare in tutta la regione mediorientale. In un momento in cui il lavoro minorile è un problema in espansione, organizzazioni internazionali e governi locali investono nell’educazione e cura dei più piccoli.

Denominate Centri per la prima infanzia, queste strutture sono promosse da Sviluppo per la prima infanzia (Ecd), con il supporto dell’Organizzazione Onu per l’istruzione, la scienza e la cultura (Unesco).
“Il proposito è rafforzare l’impegno nazionale e regionale in un’area caratterizzata da una partecipazione media alle attività pre-scolari (19 per cento), ben al di sotto della media mondiale (41 per cento)”, afferma Therese Cregan, coordinatrice dei progetti educativi per l’Unesco a Beirut.

L’Ecd si propone di offrire ai bambini le migliori possibilità di crescita ed apprendimento in una fase di rapido e delicato sviluppo cerebrale, prestando attenzione all’educazione prescolare, allo sviluppo del linguaggio ed alla formazione delle capacità relazionali. L’auspicio è aumentare la partecipazione dei bambini alle attività offerte e creare basi necessarie alla riduzione del precoce abbandono scolastico.

“Quel che abbiamo imparato negli ultimi 25 anni circa lo sviluppo dei bambini in età prescolare non fa parte del bagaglio culturale della regione”, afferma Pablo Stansbery, direttore dei programmi rivolti alla prima infanzia per Save the Children, associazione no-profit inglese. “Mi riferisco anche a dettagli semplici, come insegnare ai genitori l’importanza di parlare con i bambini fin da quando sono piccoli, piuttosto che procurarsi una culla con le rotelle per permettere di spostare i bambini ancora incapaci di muoversi per fargli vedere qualcosa di diverso da un soffitto spoglio”.

I dati del Fondo Onu per l’infanzia (Unicef) relativi alla Siria, rivelano che la qualità ed il costo delle strutture prescolastiche rappresentano i discrimini più significativi riguardo la partecipazione dei bambini. “La maggior parte delle strutture sono gestite da privati, molto costose e non contribuiscono granché allo sviluppo e all’apprendimento”, rivela Sherazade Boualia, portavoce dell’Unicef in Siria.

A questo va aggiunta la scarsa consapevolezza degli adulti circa l’importanza della formazione negli anni di prima infanzia.

“Vi è chiara evidenza statistica di una correlazione positiva tra partecipazione alle strutture educative prescolari da un lato, e longevità della scolarizzazione, realizzazione e affermazione di un migliore sviluppo cognitivo dall’altro”, rivela Boualia.

Secondo l’Unicef la sola presenza del centro incentiva i genitori a comportamenti virtuosi che alimentano la partecipazione dei bambini alla struttura o a biblioteche specifiche. L’agenzia dell’Onu propone seminari per sensibilizzare sulla questione del lavoro minorile e per promuovere l’affermazione di strutture prescolari qualitativamente superiori.

“Noi sappiamo che la partecipazione delle bambine ai progetti Ecd incrementa la possibilità che continuino gli studi: questo permette alle future donne di avere più potenzialità ed ai paesi di svilupparsi in modo più organico”, sostiene Stansbery.
Save the Children e Unicef hanno avviato progetti mirati in alcuni paesi mediorientali, fra cui Siria, Giordania ed Egitto, ma il Centro per la prima infanzia realizzato in collaborazione con il governo siriano e patrocinato dall’Unesco, è il primo impegno regionale.

Società civile e governi hanno avviato collaborazioni per recepire le linee guida esposte dall’Unesco in una conferenza dello scorso ottobre rivolta ai governi di Medio Oriente e nord Africa. Strutture per bambini pubbliche a basso costo o gratuite sono, secondo gli addetti ai lavori, i nodi centrali.

Fonte: Irin News

[articolo scritto per Osservatorio Iraq]

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