Investimenti portuali

Il cammino per l’ammodernamento delle infrastrutture siriane passerà dal rinnovo portuale. Il nuovo piano quinquennale del governo prevede l’impiego di 800 milioni di dollari entro il 2015 per lo sviluppo dei porti siriani, in particolare di Lattakia, e della flotta navale.

La ragione principale dell’intervento è dettata dall’aumento della domanda irachena, correlata positivamente alla stabilizzazione di Baghdad e della sua economia. Variabile che si auspica destinata a crescere nei prossimi anni.

“Tutti gli studi mostrano che serve sviluppare il porto di Lattakia in ragione della crescente domanda derivata dalla ricostruzione irachena”, afferma Suleiman Baloush, direttore generale del porto. Il precedente piano quinquennale, in scadenza nel 2010, prevedeva lo stanziamento di 200 milioni di dollari per le strutture portuali.

Il progetto presentato prospetta un aumento della mole del porto di Lattakia dalle attuali 9,56 milioni di tonnellate (pari a 625.865 container) ai 20 milioni di tonnellate (2,5 milioni di container). “Intendiamo rendere i nostri porti più efficienti collaborando con imprese fidate ed esperte”, ha dichiarato ai microfoni della Bbc il ministro dei trasporti, Yarob Badr.

“Il piano del governo prevede la costruzione di nuovi terminali per container, l’acquisto di imbarcazioni, la costruzione di due nuovi bacini di carenaggio e lo sviluppo di quelli esistenti”, ha precisato lo scorso sabato il ministro dei trasporti Yarub Sulayman dalla città di Lattakia.

Gli sforzi del governo per un ammodernamento in chiave liberale dell’economia non si limitano alle aree portuali, ma coinvolgono le infrastrutture terrestri del paese e le forniture energetiche. “Attualmente stiamo lavorando ad un progetto finalizzato alla costruzione di due superstrade che tagliano il paese, una da nord a sud, e la seconda dal porto di Tartus verso est. Le stime parlano di un costo complessivo pari a 1,8 miliardi di dollari”, continua il ministro Badr.

Quanto all’energia, il Fondo Monetario Internazionale (Imf) ha invitato Damasco a ridurre la dipendenza da petrolio e derivati. L’estrazione di combustibili fossili nel paese è stata annunciata dal governo in forte contrazione: Damasco mira ad estendere l’industria delle energie rinnovabili, promuovendo piattaforme di partnership pubblico-privato (Ppp).

Per concretizzare detti progetti il governo si affida ad imprese e consulenti privati: “Un consulente internazionale sarà designato per elaborare le specifiche tecniche finalizzate allo sviluppo del porto di Lattakia”, afferma Baloush, senza però specificare la calendarizzazione dei lavori.

L’aspettativa di Damasco è attirare più di 55 miliardi di dollari in investimenti esteri diretti nei prossimi cinque anni, la metà dei quali destinati a progetti in infrastrutture, come affermato in settembre da Abdallah Dardari, vice primo ministro.

Fonti: Bloomberg, Bbc, Syria Today

[articolo scritto per Osservatorio Iraq]

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