XXII concorso Formenton

Il 2 marzo si è svolto il XXII concorso per giornalisti ed amministratori di società editoriali promosso dalla fondazione Mario Formenton. Preselezionati, 35 giovani con meno di 30 anni d’età. Luogo del concorso, la sede del Gruppo Espresso, a Roma.

Commissione tecnica giudicatrice
Carla Vanni (Presidente), Fabio Bogo, Dario Crestodina, Bruno Manfellotto, Michela Marani, Roberto Moro, Carlo Ottino.

Mi limiterò a trattare la parte inerente il concorso per giornalisti. Tre i temi proposti, uno a scelta da scartare. Tempo a disposizione, 4 ore.

Primo tema
un articolo non superiore a 50 righe dattiloscritte ovvero un testo che non superi le 18 – 22 righe dattiloscritte equivalenti a circa 1’30” – 2’00, da leggersi in un giornale radio o un telegiornale, su un argomento di  attualità del quale verrà data notizia ai candidati mediante comunicati di agenzia stampa.

Agenzie stampa

(Dire) bologna, 28 feb. – Il tenente massimo ranzani, ucciso oggi in afghanistan, era nato a ferrara il 24 marzo 1974. Il militare è rimasto vittima di un attentato causato da un ordigno improvvisato, che ha colpito un veicolo blindato lince nei pressi di shindand, nell’ovest del paese. I militari a bordo, tutti del reggimento alpini, stavano effettuando un pattugliamento nella zona al momento dell’incidente. Ranzani è morto, altri quattro sono rimasti feriti. L’esplosione è avvenuta alle 12.45 Ora locale, esattamente a 25 chilometri a nord di shindand e ha coinvolto un veicolo blindato della task force center, del quinto reggimento alpini.
Cordoglio è stato subito espresso dalle massime autorità dello stato e da tutte le forze politiche. Il presidente della repubblica, giorgio napolitano, “appresa con profonda commozione la notizia del gravissimo attentato perpetrato a shindand, in afghanistan, contro il contingento italiano impegnato nella missione internazionale isaf, in cui un militare ha perso la vita e altri quattro sono rimasti feriti, esprime i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari del caduto e un affettuoso augurio ai militari feriti”, comunica una nota del colle.
“Dobbiamo andare avanti”, ma “è un tormento, un calvario e tutte le volte ci si chiede se questo sacrificio che impegna il parlamento con voto unanime e tutto il popolo italiano ad essere lì in un paese ancora medioevale sia uno sforzo che andrà in porto”, è il commento del presidente del consiglio silvio berlusconi. “Speriamo che questo sacrificio serva perchè- aggiunge- ogni volta si rinnova il dolore”.

(ANSA) – KABUL, 28 FEB – I talebani hanno rivendicato oggi l’attacco in Afghanistan cui è morto il tenente Massimo Ranzani ed altri quattro alpini sono rimasti feriti. (ANSA).

(ANSA) – KABUL, 28 FEB – In un comunicato di due righe pubblicato sulla loro pagina web gli insorti hanno reso noto che “una mina terrestre collocata da un mujaheddin bell’area di Company del distretto di Adar Sang ha sventrato un automezzo in pattugliamento dell’Isaf”, la Forza Internazionale di assistenza alla sicurezza sotto comando Nato.
L’esplosione, si dice infine, “ha ucciso o ferito tutti gli invasori che si trovavano al suo interno alle 14:00” locali (le 10:30 italiane). (ANSA).

AGHANISTAN: MILITARI FERITI NON IN PERICOLO DI VITA ROMA (ITALPRESS) – Nessuno dei quattro militari italiani feriti nell’attentato di oggi in Afghanistan è in pericolo di vita. Lo rende noto lo Stato Maggiore della Difesa. “Le condizioni dei quattro militari del 5° reggimento alpini ricoverati presso l’ospedale da campo ‘Role 2’ di Shindand in seguito alle ferite riportate nell’esplosione non destano ora preoccupazopne tra il personale sanitario e nessuno di loro versa in pericolo di vita – spiega lo Stato Maggiore della Difesa -. I militari, appartenenti alla Task Force ‘Centre’, hanno riportato traumi e fratture primariamente agli arti inferiori. E’ attualmente in corso un intervento chirurgico volto a ridurre le fratture – presso la struttura sanitaria di Shindand – per due di loro, che accusavano traumi alla gamba e alla caviglia”. “Per uno dei quattro militari – che necessita di un intervento oculistico – sarà successivamente necessario il trasferimento presso l’ospedale ‘Role 3’ di Kandahar”, conclude la nota.
Nell’attentato ha perso la vita il tenente Massimo Ranzani. (ITALPRESS).

Afghanistan: la russa, mai pensato ritiro unilaterale =
(Asca) – milano, 28 feb – anche dopo la morte del tenente massimo ranzani, “la missione in afghanistan continua”, perchè “il governo non ha mai preso in considerazione l’ipotesi di un ritiro unilaterale”. Lo ha assicurato il ministro della difesa, ignazio la russa, al termine del pranzo di lavoro che ha visto riuniti attorno al tavolo dell’unione del commercio di milano tutto lo stato maggiore del pdl lombardo insieme al premirr, silvio berlusconi. La russa ha anche vouto fornire un aggiornamento della situazione: “il lince – ha spiegato – è stato colpito da un ordigno rudimentale. Era il terzo veicolo di una colonna di tredici mezzi, e nello scoppio in quattro sono rimasti feriti gravenmente anche se mi dicono che non sono in pericolo di vita. Quanto, invece, alla morte del tenente ranzani, la russa ha parlato di un “tributo che allunga una lista dolorosissima”.

Svolgimento primo tema.
Un pantano senza fine. La componente italiana impegnata nel contingente Natio in Afghanistan è stata colpita ancora una volta dalla resistenza locale, mietendo un’altra vittima, il tenente Massimo Ranzani di anni 37. L’attentato è stato rivendicato dai talebani.
A bordo di un blindato lince del Task Force Centre, Ranzani stava operando un pattugliamento poco a nord di Shindad, nell’ovest del paese. Nel primo pomeriggio il blindato, terzo veicolo di una colonna di tredici, è stato “sventrato”, si legge in un comunicato pubblicato sulla pagina web della resistenza locale, da “una mina terrestre collocata da un mujaheddin nell’area di Company del distretto di Adar Sang”. Gli altri quattro membri dell’equipaggio, riferisce in una nota lo Stato Maggiore della Difesa, hanno riportato ferite “non preoccupanti” agli arti inferiori e agli occhi. I militari sono ricoverati all’ospedale del campo ‘Role 2’ di Shindad: “per uno dei quattro – che necessita di un intervento oculistico – sarà successivamente necessario il trasferimento presso l’ospedale ‘Role 3’ di Kandahar”, conclude la nota.
“Dobbiamo andare avanti”, commenta il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, ma “è un tormento, un calvario e tutte le volte ci si chiede se questo sacrificio […] siano uno sforzo che andrà in porto”. “La missione in Afghanistan continua”, afferma il Ministro della Difesa La Russa al termine di un pranzo con lo stato maggiore del Pdl a Milano. “Il governo non ha mai preso in considerazione l’ipotesi di un ritiro unilaterale”. E definisce il sacrificio di Ranzani un “tributo che allunga una lista dolorosissima”. Alle parole del governo si aggiunge la nota di cordoglio del Colle, solidale con la famiglia del caduto e vicino ai militari feriti.
Varrebbe la pena attualizzare lo stato della missione in Afghanistan. Il governo insediato a Kabul non sembra in grado di ristabilire lo stato di diritto ed avviare un processo di ricostruzione post-occupazione. I ribelli continuano ad organizzarsi e ad attaccare con ordigni rudimentali la Forza Internazionale di Assistenza alla Sicurezza (Isaf), accrescendo il prezzo umano (e non solo economico) della missione. Un ritiro unilaterale non rientra nell’agenda di governo, come sottolinea La Russa, e l’impegno militare è appoggiato , ricorda Berlusconi, da tutto il parlamento con voto unanime. La questione non deve oggi essere affrontata nelle aule del governo nazionale, ma discussa in organismi sovrannazionali e coordinata dai rappresentanti dei paesi coinvolti. L’Afghanistan non ha la forza di reggersi sulle proprie gambe: abbandonarlo adesso vorrebbe dire lasciarlo in balia della guerrilla islamica interna e delle ingerenze (Pakistan in primis, ma anche l’Iran) esterne. D’altra parte a posta in gioco (in termini meramente economici) è alta, e nemmeno l’amministrazione Obama, peraltro in parte delegittimata dalle elezioni di mid-term, sembra convinta a procedere al ritiro.
Berlusconi ha definito l’Afghanistan un paese “ancora medioevale”: l’affermazione andrebbe argomentata. La storia recente del paese evidenzia come Kabul sia stata usata e sfruttata da Washington a seconda degli interessi del momento. Ronald Reagan ha armato la resistenza talebana con un’ottica (miope) di breve periodo in chiave antisovietica, e George W. Bush l’ha occupato all’indomani dell’11 settembre per scardinare Al Qaeda e la componente islamica radicale proliferata durante gli anni Ottanta e Novanta. Dieci anni di guerra (rectius, missione) non sembrano aver ristabilito un ordine post medioevale.
Tanti gli interessi in gioco, numerosi gli attori e rilevanti le variazioni degli assetti interni dei paesi coinvolti. La crisi economica complica la posizione dei governi europei davanti ai cittadini, che vedono impiegate ricchezze pubbliche in un conflitto sempre più lontano dagli elettori. A dispetto delle promesse, nemmeno Obama è riuscito ad imprimere una svolta netta alla ricostruzione. Il Pakistan persevera in un doppio gioco imprevedibile e l’Iran si tiene in disparte strizzando l’occhio agli insorti.
Nel frattempo la popolazione locale è allo stremo e sfiduciata, le piantagioni di oppio sradicate e la ricchezza culturale di un paese un tempo (non nel medioevo) perla della regione rasa al suolo.
E’ di circostanza discutere del ritiro delle truppe all’indomani dell’ennesima vittima militare italiana. La riflessione deve avere un respiro più ampio, che tenga in considerazione non solo il sacrificio di Ranzani e degli altri militari, quanto anche delle migliaia di vittime civili cadute durante un’operazione ormai decennale ancora lontana da un approdo.

Secondo tema
prova di sintesi di un lungo articolo in un massimo di 15 righe dattiloscritte.

L’articolo in questione èBye, bye swinging London“, di Loretta Napoleoni, uscito sull’Espresso del 3 marzo 2011.

Svolgimento.
La crisi non risparmia la City. L’austerity imposta dal premier Cameron evidenzia le difficoltà di una Londra in decadenza, dove la popolazione arranca in una condizione economica precaria e l’elite vive nello sfarzo dei quartieri esclusivi. I primi a Gotham City, i secondi a Disneyland. L’attacco degli studenti alla Rolls Royce reale di Carlo e Camilla è un episodio di protesta non ordinario, che mette in luce la condizione di disagio, non solo economico, percepita dai giovani. Servizi sociali tagliati e crescita negativa caratterizzano la Londra di oggi, costosa per gli stessi londinesi: la percezione della voragine che divide i nuovi poveri dai nuovi ricchi (sempre più ricchi e stranieri) è tangibile. La differenza ‘within‘ alimenta povertà, criminalità e mercato nero, che trova terreno fertile nell’organizzazione dei prossimi Giochi Olimpici, imponendo pizzi alle imprese e offrendo lavoro nero. Sprechi e corruzione della classe politica sono riconosciuti dallo stesso Cameron: il premier sperimenta nella capitale iniziative di solidarietà sociale come la big society, delocalizzando agli enti locali operazioni di welfare (in particolare inerenti la sanità) e coinvolgendo la media e piccola impresa nella gestione pubblica. La speranza è risvegliare la celebre solidarietà londinese e non solo gli animi turbati dei giovani di estrazioni sociali eterogenee. Spetta alla classe politica l’onere di condurre il paese oltre la crisi, ma l’amministrazione Camaron-Clegg non sembra all’altezza del compito.

Terzo tema
prova di attualità e di informazione articolata in domande cui il candidato sarà tenuto a rispondere per iscritto.

Ecco le domande:
1. Nell’era dei siti web, dunque dell’informazione in tempo reale, come avresti raccontato in diretta il ritrovamento del corpo di Yara Gambirasio, la giovane di Brembate (Bergamo) scomparsa il 26 novembre 2010 e ritrovata morta sabato scorso, 26 febbraio?
2. La stessa notizia raccontata su Twitter (massimo 140 caratteri9 e su Facebook.
3. La crisi della Libia. Gheddafi in bilico dopo una dittatura durata 40 anni. Quali sono gli storici legami che uniscono questo paese nordafricano con l’Italia?
4. L’Italia unita festeggia i 150 anni. Il prossimo 17 marzo è stato proclamato festa nazionale. E’ giusta questa giornata di celebrazioni?
5. Milan-Napoli è una partita che, si dice, può valere lo scudetto. Ma è una gara che ripropone anche nel gioco del calcio il divario Nord-Sud. E’ vero? E se si, perchè.

Annunci
Galleria | Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...