Vacanze a Lampedusa ?

Fa un po’ ridere che il fragile governo tunisino, figlio di una rivoluzione che non tutti azzardano nemmeno a considerare tale, abbia avuto forza e determinazione nel dire “no” ad un paese fondatore dell’Unione Europea.

D’altra parte, anche le scelte, se di scelte si può parlare, del governo italiano in materia di immigrazione lasciano un amaro sorriso sulle labbra.

Lampedusa è stata abbandonata a se stessa per mesi. Fino a che la situazione è diventata ingestibile, una reale emergenza. Forse i furbetti di cui sopra (il riferimento non è ai membri degli equipaggi approdati sulle coste europee) non aspettavano altro: dopo l’Aquila, cosa c’è di meglio di un’altra emergenza mediatica che distolga l’attenzione dal momento difficile che il governo (ed il paese) sta attraversando quanto a processi, maggioranze risicate, tagli a cultura ed istruzione, attacchi al welfare e crisi economica.

Quando la situazione degenera in emergenza, ecco arrivare mister B: arte oratoria magistrale, promesse impossibili da mantenere e gestione politica esemplare.

I migranti sono mandati a spese dei contribuenti avanti e indietro per il paese, senza un piano efficiente alle spalle. Quando “evadono” dai centri di permanenza siamo davanti ad un paradosso, ad un’altra vittoria per il governo: persone scappate dal paese d’origine a bordo di un barcone alla disperata ricerca di un approdo, sono pedine che giocheranno loro (e nostro) mal grado a favore dello stato di sicurezza e della promozione e diffusione di paura e discriminazione lungo tutta la penisola.

Il giochetto però non funziona sempre come si vorrebbe, e talvolta capita che questi migranti continuino ad approdare a Lampedusa mandando a monte le promesse (ma si può promettere ciò che non ci appartiene?) di mister B e company. E poi gli smacchi imprevisti: di poche ore fa la notizia di un barcone rovesciato dal mare grosso poco lontano da Lampedusa.

Come giustificheranno le morti in mare? Si aiuteranno nelle manovre d’attracco le prossime, numerose barche che avvisteranno Lampedusa nelle settimane a venire?

Non c’è risposta alle domande in quanto manca un chiaro piano d’azione omogeneo. E questo a discapito del paese, dei contribuenti, dei migranti (in arrivo e già approdati). E della sicurezza dei cittadini.

Con il conflitto libico lontano da soluzioni finali ed una stabilità tunisina tutt’altro che solida, è certo che il bel paese ospiterà nei prossimi mesi tanti giovani magherebini. Una visita potenzialmente virtuosa se gestita con il dovuto ingegno politico. Altrimenti resterà solo un aumento della microcriminalità, diffusione della paura verso il diverso, scarsa integrazione sociale, lavoro nero e nessun aiuto al paese ospite.

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