Restiamo umani

Vittorio Arrigoni è stato rapito ed ucciso da un gruppo salafita vicino ad Al-Qaeda.

La sua morte è una perdita per tanti, palestinesi, attivisti, pacifisti. Per altri rappresenta un successo, una liberazione.

Nascosto a Gaza, è stato uno dei pochi giornalisti che hanno assistito sul campo all’operazione Piombo Fuso. Ha violato i divieti israeliani approdando sulla Striscia con la prima Freedom Flottilla. Ha informato gli occidentali interessati a leggere notizie fresche e non viziate scritte da una Gaza sotto assedio. Ha aiutato i palestinesi nella loro complessa quotidianità.

Ha dibattuto con Saviano sul tema del sionismo, in uno scambio di battute rimasto purtroppo senza le necessarie argomentazioni da parte dell’interlocutore partenopeo.

Con la sua morte Arrigoni lascia un vuoto, perchè vittima di una faida interna alla palestina, meglio, di una faida apparentemente tutta palestinese che forse mai si saprà quanto vicina alle forze che sulla sua testa hanno messo una taglia da ormai alcuni anni.

Attivista per i diritti umani e per i diritti del popolo palestinese: questa lotta era la sua vita. La determinazione mostrata deve far riflettere chi è impegnato per un mondo migliore. Non un articolo, non un blog, non un libro, non un video: la sua stessa persona era coinvolta attivamente ogni giorno, con i timori, i dubbi e le sconfitte che ognuno può immaginare. Ma con la determinazione, profonda ed arrogante, di chi vuole impegnarsi concretamente nell’attivismo convinto di aver ragione.

Fermezza scaturita non dalle tante risoluzioni Onu, quanto piuttosto dal sorriso portato sulle labbra degli oppressi. Sul viso di molti bambini.

A fine maggio salperà un’altra flottilla diretta a Gaza. Che il ricordo di Vittorio ci renda tutti fermi e in lotta contro l’indifferenza. Per un mondo migliore, senza paura.

Restiamo umani.

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2 risposte a Restiamo umani

  1. martasvoice ha detto:

    Complimenti per l’articolo.
    La promessa è restare umani. La morte di Vittorio Arrigoni è un fatto agghiacciante che ha lasciato in me un silenzio disarmante, ma non deve scalfire la determinazione delle persone a credere nella pace e a perseguirla, come obiettivo.
    La sua morte ha chiuso il cerchio della sua vita e speriamo possa servire anch’essa agli ideali che lui stesso ha considerato “la sua vita”.

    • cianciopier ha detto:

      Speriamo, come giustamente scrivi, e impegnamoci per quanto possiamo nella nostra quotidianità. Raccogliendo l’impegno di Vittorio e continuando la lotta per la pace. Per onorare il suo sacrificio.

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