Rischio terremoto

La Lega Araba rifiuta le riserve siriane in merito alla delegazione da inviare nel paese. Assad sostiene la posizione complottista che unisce la Lega Araba, manovrata dai paesi arabi più influenti, al volere Occidentale. Fonti internazionali riportano la notizia di un attacco al quartier generale del Ba’ath, partito di governo, nei pressi di Damasco, mentre nuovi scontri di piazza provocano nuove vittime.

“E’ stato deciso che gli emendamenti e le appendici proposte dalla parte siriana modificano il cuore del documento e cambierebbero radicalmente la natura della missione prevista dall’implementazione del piano arabo per la fine della crisi in Siria e la protezione dei civili siriani”, recita il comunicato ufficiale della Lega rilasciato domenica 20.

La Siria, tra i sette paesi fondatori dell’organizzazione panaraba, ne resta sospesa, in forza della decisione votata a Il Cairo sabato 12, e ad essa verranno applicate sanzioni. Damasco aveva avanzato riserve in merito all’ingresso nel paese di un team di osservatori che contribuissero a placare le violenze, definito “illegittimo e destabilizzante”.

Bashar al-Assad è consapevole della gravità della situazione, tanto interna al paese quanto della logica a monte della decisione della Lega, ma è allo stesso tempo esperto conoscitore degli equilibri dell’area mediorientale e della forza (e fedeltà) dei propri alleati. In un’intervista rilasciata al settimanale britannico The Sunday Times, Assad colloca la Lega nello scacchiere geopolitico internazionale, asserendo che il rigetto delle controproposte siriane offre un pretesto per un intervento Occidentale che provocherà un “terremoto” in tutta la regione.

“Se sono logici, razionali e realistici, non si permetteranno di intervenire perché le ripercussioni sarebbero spaventose. Un intervento militare destabilizzerebbe tutta la regione e ne coinvolgerebbe tutti i paesi”, afferma Assad.

Il riferimento tacito è ad Israele e alle forze dell’asse fedele ad Assad pronte (o potenzialmente predisposte) a scendere in campo: Teheran, Hezbollah ed Hamas. La solidarietà e la forza militare di detto asse rappresenta una delle incognite più criptiche a latere del conflitto, da affiancare all’influenza Occidentale negli equilibri del mondo arabo in generale e della Lega Araba in particolare.

La Lega è un’organizzazione eterogenea al cui interno sono presenti forze divergenti che si influenzano vicendevolmente sulla base del peso assunto in un dato periodo: questa riflessione, propria di qualsiasi organizzazione di paesi, è necessaria per comprendere quanto gli stati della penisola arabica facciano pesare le proprie decisioni destabilizzando il mondo arabo.

“E’ stata fatta – continua Assad in riferimento alla decisione della Lega – per mostrare che c’è un problema tra i paesi arabi, in modo da fornire all’Occidente un pretesto per un intervento militare contro la Siria”. La storia recente della Lega non sembra dare torto ad Assad. “L’unica strada per smettere le violenze è togliere le armi alle persone, smilitarizzare i gruppi armati, evitare l’ingresso nel paese di armi e munizioni dagli stati confinanti, prevenire i sabotaggi e promuovere le legge e l’ordine”.

Oltre ad affermare che la Lega sta facendo il gioco dell’Occidente, Assad ribadisce che gli insorti sono incitati, sussidiati ed armati da potenze estere; riconosce ed ammette gravi errori perpetrati dalle Forze di Sicurezza, ma afferma anche che le vittime si attestano a 619 e non a più di 3.500 come affermato dall’Onu e dai media internazionali.

“Il conflitto e la pressione per sottomettere la Siria continueranno”, afferma Assad. “Assicuro che la Siria non cederà e continuerà a resistere alle pressioni imposte”.

Domenica 20 il ministro degli esteri Walid al-Muallem ha dichiarato che la Lega Araba è stata usata come uno “strumento” per portare la crisi siriana sul tavolo del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. “Non c’è spazio per decisioni affrettate: il pensiero razionale è necessario perché vi sono alcune parti del mondo arabo che utilizzano la Lega Araba come strumento per raggiungere il Consiglio di Sicurezza”, ha affermato Muallem.

“La Lega ignora la presenza di gruppi armati, di gruppi terroristici che uccidono il popolo, e se ne avessero riconosciuto l’esistenza avrebbero evitato le violenze a cui invece assistiamo”, continua Muallem. “Noi speriamo che non ci venga imposta la guerra, il problema in Siria può essere risolto solo dagli stessi siriani”.

Canali dell’opposizione informano di 27 decessi (tra cui quattro agenti dell’intelligence di governo) avvenuti negli scontri di sabato: le Commissioni di Coordinamento Locale (Lcc) affermano che diversi razzi Rpg sono stati lanciati contro edifici del Partito Ba’ath a Mazraa, nei pressi di Damasco. L’attacco è stato rivendicato dal Syrian Free Army (Sfa) e non sembra aver danneggiato l’edificio.

Fonti: Bbc, Press TV, Almanar

*Articolo scritto per Osservatorio Iraq

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