Compagno Napolitano

Trovo curioso che un Presidente della Repubblica dichiari di non aver intenzione di incontrare dei sindaci. La democrazia (potere del popolo) si struttura attraverso l’elezione di delegati per l’impossibilità (e la non predisposizione naturale) di organizzare per ogni questione dibattiti pubblici nel vero senso della parola, cioè in una grande aula che contenga tutti i cittadini (non solo coloro che vogliano parteciparvi, ma tutti, trattandosi di diritto e dovere, onere e onore). Dunque si eleggono dei rappresentanti, così da passare da un’ipotetica grande sala dalla capienza media di 30 milioni di pesone (per dibattiti di qualche lustro) a qualcosa di più agevole ed efficiente.

Nel momento in cui un Presidente della Repubblica dichiara di non voler incontrare non un sindaco, ma tutti i sindaci di una pezzo del paese la questione democratica stride. Perchè non ne ha intenzione? Ha la facoltà di non partecipare ad alcun incontro, ma nel momento in cui dichiara di non voler incontrare i delegati del popolo residente in un delimitato pezzetto di territorio, allora diviene labile l’interpretazione di sovranità popolare. A meno dell’ammissione dell’idea di dittatura della maggioranza, anche territorialmente intesa.

Il Presidente della Repubblica esclude dalla sua agenda una fetta di territorio. Lo scenario sembra proprio di paesi con forti moti secessionistici o sacche di minoranze ribelli represse che minano il potere costituito. Pensare che si tratta di un vecchio militante del più forte Partito Comunista d’occidente. Gli oligarchi badano ai proprio interessi di parte, da intendesi in primis come lobby di potere e solo secondariamente come classe (ceto) o partito politico.

“Le contestazioni violente non sono mai accettabili”, ha dichiarato Bagnasco. Mi spieghi, illustre padre, un tempo si può usurpare mezzo mondo imponendo la propria religione e poi nessuno ha il diritto di fiatare? O il cattolicesimo si è diffuso con vergini in preghiera e ramoscelli d’ulivo nel seno? Mi scusi, dimeticavo che Wojtyla tre secoli dopo si è scusato. Ma con chi, se interi popoli erano stati sterminati? Con i figlio dei figli di chi colonizzò, lapsus, evangelizzò quelle terre? Evitiamo piuttosto altri Vajont.

Traggo spunto dal regista Moore. Proviamo a far scavare per qualche mese dai figli dei politici una montagna piena di materiali altamente nocivi. Così poi magari si iscrivono tutti alla Cei.

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