Chi sono

Venuto al mondo nel settembre 1981 nell’hinterland milanese, secondo figlio di madre napoletana e padre messinese, trascorre l’infanzia in un piccolo centro agricolo al confine tra le province di Cremona e Milano. Nel dicembre 1989 si trasferisce al seguito della famiglia in un appartamento a Lodi, dove vive il cuore di un’adolescenza colorata da vendemmie in Sicilia in compagnia del padre, partite di calcio allo stadio ed un’assidua partecipazione ai riti cattolici promossa dalla cattolicissima madre. La passione del padre per il calcio e lo sport in genere lo contagia: inizia con scarsi risultati un costante impegno nella realtà calcistica locale. Noto consulente commerciale, il padre ne segue la formazione scientifica, mentre la madre, amante di scrittura, poesia e dizione, lo supporta con costanza e perseveranza nelle materie umanistiche. Iscritto al liceo scientifico Giovanni Gandini, non ne sopporta l’ambiente rigido ed elitario, raccogliendo malumori e risultati non eccellenti. A 19 anni abbandona l’istituto: il padre nutre fiducia nei suoi mezzi e lo iscrive ad una scuola privata milanese. La testardaggine paterna porta i suoi frutti: i ritmi da pendolare, un sistema scolastico più elastico e l’inserimento nella multietnicità milanese ne stimolano ingegno ed interessi, accentuati da ripetuti viaggi nei cinque continenti che ne fortificano curiosità e conoscenza delle diverse culture del mondo e della natura. Anche la passione calcistica raccoglie le prime soddisfazioni nel settore giovanile locale. La sorella, Alessandra, da tempo ha abbandonato il focolare materno per apprendere le lingue sfruttando diverse borse di studio: il legame di sangue ne ha tenuto sempre vivo il rapporto, caratterizzato da periodi di vacanza in cui il giovane Pierpaolo era coinvolto a dispetto della forte differenza anagrafica.

Il secondo anno milanese frutta conoscenze decisive: compagni di banco immersi nell’attivismo politico e professori abili a stimolarne le doti lo accompagnano alla maturità scientifica, conseguita presso il liceo Enrico Fermi. Nel dicembre dello stesso anno vince il concorso giornalistico “L’emozione del 2000” indetto da “La Gazzetta dello Sport” che ne premia l’articolo “Acqua azzurra, acqua tricolore”, pubblicato sul settimanale “Sportweek”.

Dopo un’estate brava, si iscrive al corso di laurea in scienze politiche presso l’Università degli Studi di Pavia, raccogliendo risultati egregi e stringendo importanti amicizie. L’impegno calcistico prosegue nel campionato di Seconda categoria. Inizia una prima esperienza giornalistica come collaboratore del quotidiano lodigiano “Il Cittadino”, prevalentemente all’interno della redazione sportiva, conclusa nel luglio 2005: nell’autunno 2003 si iscrive all’Albo dei Pubblicisti lombardo.

Nel 2003 lascia la dimora materna per spostarsi in Andalusia, a Granada, beneficiando della borsa di studio Erasmus della durata di 10 mesi. Apprende qui un ottimo spagnolo e sfrutta l’occasione per scoprire il sud della Spagna, Portogallo e Marocco, accantonando momentaneamente i risultati scolastici. Al rientro in Italia trova una sistemazione indipendente a Lodi, fino al conseguimento nell’ottobre 2005 della laurea di primo livello con la tesi di laurea “Modelli agro-alimentari di sviluppo sostenibile”, dove rielabora la teoria alla base della personale svolta vegana, tramutata poi in vegetarianesimo.

Il forte interesse per i popoli del mondo ed i viaggi avventurosi, senza prenotazioni e senza prendere aerei, costituiscono il movente per il viaggio in Turchia dell’estate 2005, a bordo di una Fiat Uno.

Deciso a continuare gli studi, si iscrive al corso di laurea specialistica in “Relazioni Internazionali”, sempre presso l’Università di Pavia. Nell’autunno 2005 si trasferisce a Pavia in un appartamento condiviso con altri studenti: con essi partecipa alla vita movimentista e associativa pavese, e al centro sociale autogestito Barattolo, supportando militanza antifascista, critica politica e al modello di consumo, rivendicazione per gli spazi sociali, i liberi saperi, incitando un’alimentazione vegetariana e vicina. Proprio al Barattolo conosce nella primavera 2006 durante una critical mass cittadina Gemma, con cui inizia una relazione intensa e passionale.

Continuano i viaggi fuori dall’Europa: nel 2006 prosegue la rotta orientale, stavolta con i mezzi pubblici, raggiungendo Turchia, Cipro Nord, Siria ed una Beirut da poco bombardata dall’aviazione israeliana. La rocambolesca esperienza è raccontata nell’opera (in attesa di pubblicazione) “Diario di un viaggio in Medioriente”. Il viaggio è ripetuto con le dovute variazioni l’estate successiva, stavolta in compagnia della bella Gemma.

Nel febbraio 2008 si laurea dottore in Relazioni Internazionali e raggiunge Gemma impegnata nella stesura della tesi di laurea presso l’Università di Utrecht. Proprio in un barcone sui canali della cittadina olandese apprendono di essere in dolce attesa.

Rientrati a Pavia trovano una tranquilla sistemazione grazie a numerosi aiuti logistici di familiari e amici. Nel corso dell’estate collabora con l’Università degli Studi di Pavia, dipartimento di economia pubblica e territoriale, all’interno di un progetto in itinere sulla Palestina, in forza di un finanziamento della Regione Lombardia. Parallelamente vive un’esperienza in una comunità impegnata con minori soli in qualità di educatore, cui pone fine nel dicembre dello stesso anno: nella stessa struttura avvia nel gennaio 2009 un laboratorio di ciclomeccanica, con l’arte appresa in Olanda. Nel luglio 2008 nasce Giada.

La passione per i bambini matura in una collaborazione con un asilo, in qualità di maestro di lingua spagnola e geografia, conclusa nel luglio 2009 e sostituita da attività in educazione civica ed ambientale con bambini in età scolare e prescolare.

Nell’ottobre 2009 riprende un’assidua attività giornalistica con il supporto economico della Fondazione Cariplo, lavorando nel no profit con l’associazione “Un ponte per …” all’interno del progetto “OsservatorioIraq” (www.osservatorioiraq.it), rivista di informazione sull’area mediorientale.

Nella primavera 2010 arriva Viola, la seconda figlia: la gioia ne alimenta il desiderio di tornare sui campi di calcio (abbandonati nel dicembre 2005), esaudito nel settembre 2010 con il ritorno alla Sanmartinese, società con cui è da anni legato.

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